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Falsi Cct, scoppia l'allarme. Un giro di ventimila miliardi Un milione di furti nel '96, primato europeo Roma. Ammonta a 2.500 miliardi di lire il valore ufficialmente accertato dei certificati di credito del tesoro contraffatti ufficialmente in Italia, ma il mercato sotterraneo, assicurano gli esperti, potrebbe ormai aver prodotto oltre 20.000 miliardi di lire di titoli falsi. Le stime, elaborate dalla "Tomponzi Investigations" anche dopo confronti con il nucleo operativo antifalsificazione monetaria (Noam) dei carabinieri, rendono ben chiare le dimensioni del problema che ha indotto il Tesoro ed il Poligrafico dello Stato ad adottare tecniche anticontraffazione, come la nuova composizione della carta o dei caratteri di stampa e l'inserimento di tre speciali fili di sicurezza che attraversano orizzontalmente i nuovi titoli. Meno di due anni fa, ricorda la nota dell'agenzia investigativa, la procura distrettuale antimafia di Salerno è venuta a conoscenza di una grossa partita di titoli falsificati, il cui valore ammonterebbe a 5 mila miliardi di lire. Ma il vero e proprio centro di smistamento dei Cct di provenienza illecita, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si trova nell'Italia settentrionale dove, secondo gli investigatori, verrebbe stampato e messo in circolazione circa il 70% del totale dei falsi. "Liquidi" quasi come le banconote, ma "fisicamente" meno conosciuti dai risparmiatori, i titoli di Stato (più i Cct che i Btp) sono da tempo in cima alle preferenze dei falsari. In quest'ultimo periodo, anche probabilmente a causa delle contromisure adottate, buona parte dei titoli del debito italiano contraffatti viene smerciata oltre frontiera con predilezione per l'est europeo (con la Romania in primo piano), ma con puntate anche nei circuiti finanziari più sviluppati. E proprio dalla Svizzera, dove una società si era vista proporre dall'Italia un acquisto sospetto di titoli sottocosto, è scattata la richiesta di indagini alla "Tomponzi Investigations". |
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